Mantua caput Mundi

Gilberto Scuderi
Collana Mantuana
Data di pubblicazione 2010
21 x 13,5 – Pagine 96 – Illustrato – Euro 13,00
ISBN 978-88-95354-12-5

Mantua caput mundi, Roma secundi”. È per fare la rima. Oppure, con variante maligna alla Benvenuto Cellini: “Mantua kaputt mundis, Roma de profundis” (sempre per far rima). O ancora, a mo’ di lezione dialettale di “Mantua me genuit”: “ Mantua l’è mèi che Genua”. In questi spropositi linguistici c’è qualcosa di maccheronico: ma quando l’amore per la propria città è cieco, a essere Eterna non è più Roma né, men che meno, Genova. È Mantova. Ecco quindi che la domanda posta da Manzoni nei Promessi sposi per bocca del conte Attilio – “Crede lei che non ci sia altro che Mantova a questo mondo?” – trova nell’immaginato podestà risposta affermativa. Scuderi ci accompagna così sui passi di personaggi famosi che vennero a Mantova, chi per turismo e chi per lavoro o per amare, o per oziare, o per udire un gracidar di rane. Gli argomenti trattati: Tu cavalcherai per Mantova Machiavelli, Il mestiere delle armi Giovanni Dalle Bande Nere; “ Presi il cavallo e me ne andai a Mantova” Cellini; “Ho pensiero di trasferirmi a Mantova” Ariosto; “Gli ozi in riva al Mincio” Tasso; Fair play e vane magnificenze Galilei; Femmine e caffè al teatro vecchio Goldoni; “Mia cara, andremo a Mantova insieme” Casanova; “Mantua! Ero a casa mia” Andersen; Romeo alla Sala dei Giganti Dickens; Rane e fragoletta: Forse che sì, forse che no D’Annunzio.

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