I miei

I miei

Adriano Amati
Con una nota di Gilberto Scuderi
Collana I Biancorossi
Data di pubblicazione 2006
25 x 17,5 – Pagine 208 – Euro 13,00
ISBN 88-901919-9-6

Un album di fotografie diventa provocazione per le suggestioni della memoria e le fantasmatiche dei sogni: dalla dimenticanza affiorano frammenti di storie ricostruite sul filo di una curiosità che rasenta l’autobiografia, tracce di esistenze in cui ciascuno può riconoscersi. Nasce allo stesso modo il racconto autobiografico che dà il titolo alla raccolta, I miei, non più un espediente narrativo, bensì, per dirla con Whitman, lo scrittore in carne e ossa che si lascia abbracciare. Scrive nel Background Gilberto Scuderi: “I racconti di Adriano Amati – sempre come accade in letteratura: già la Bibbia è un andare verso la terra promessa – sono un viaggio; un ripercorrere i luoghi in cui lo scrittore è stato, per lavoro (Giappone), in vacanza (Francia), per il piacere, e qualche volta il dispiacere, di abitarvi (Costarica), insomma un percorso con partenze e arrivi e, infine, con un hic et nunc, ovvero con due ritorni: uno geografico e l’altro – con I miei – nel tempo. Dopo le “finzioni”, lo scrittore, torna “in carne e ossa” e, come Ulisse dopo l’odissea, approda alla sua isola. Qui e ora. Il canto di Ulisse non è in paradiso, e forse proprio per questo dà stupore. I racconti sono: Il tipografo di Aix-en-Pré; La banana gialla; Il giardino di Iroki; Classe ’46; La parte buona; I miei.

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