Divinazione con Tarocchi

Al Cartiglio Alchemico piano superiore si trova la “grotta” nella quale si attua la lettura di Tarocchi, Carte e Sibille per le tematiche di Lavoro/Denaro, Amore/Affetti, Benessere/Energia positiva, Relazioni/Felicità. La Divinazione è finalizzata al Trionfo di Fortuna, Successo e ogni Bene da attrarre nella Vita attraverso lo sviluppo delle potenzialità psicologiche.

Approfondimenti

I Tarocchi del Mantegna

I Tarocchi del Mantegna

I Tarocchi del Mantegna

I cinquanta Tarocchi denominati “del Mantegna” ma non eseguiti da lui, si collocano tra il 1467-1485. La mia lettura personalizzata parte dall’edizione dipinta appositamente da Cosimo Salvi per lo scrigno magico Dei Tarocchi del Mantegna e di Arcani Misteri, a cura di Monica Bianchi, Il Cartiglio Mantovano Editore, Mantova 2012. Il mazzo permette l’analisi, attraverso gli archetipi, nel passato, presente e futuro per i temi di Lavoro/Denaro, Amore/Affetti, Benessere fisico e Risorse psicologiche/Felicità. La Divinazione è finalizzata al Trionfo della Fortuna e al Bene che dobbiamo attrarre nella nostra Vita attraverso lo sviluppo delle nostre potenzialità interiori.

Un po’ di Storia su I Tarocchi del Mantegna

Estratto da  I Tarocchi “del Mantegna” tra letteratura, arte e storia di Gilberto Scuderi in Dei Tarocchi del Mantegna e di Arcani Misteri, a cura di Monica Bianchi, Il Cartiglio Mantovano Editore, Mantova 2012, pp. 15-84.

Sul fatto che i Tarocchi “del Mantegna” non siano di Andrea Mantegna, siamo tutti d’accordo seppure in un periodo successivo alla loro realizzazione, “Tarocchi del Mantegna” essi son stati chiamati.  Forse possiamo con indulgenza assumerli come tali chiamandoli “Tarocchi” e di conseguenza denominare “Trionfi” tutte e cinquanta le carte che li compongono. Il mazzo è formato da cinquanta carte divise in cinque gruppi di dieci carte ciascuno, raffiguranti:

  1. I) le condizioni umane, ossia le classi sociali dal Misero al Papa (carte dal numero 1 al 10);
  2. II) le nove muse con Apollo (carte da 11 a 20);

III) le scienze, ovvero le sette arti liberali delle università medievali (Grammatica, Loica, Rhetorica, Geometria, Aritmeticha, Musicha, Poesia) con la giunta di Astrologia, Philosofia e Theologia (da 21 a 30);

  1. IV) i tre princìpi cosmici (Iliaco, spirito o genio della luce, che richiama l’elemento del fuoco, alias il sole come l’omonima carta dei tarocchi Visconti-Sforza; Chronico, spirito del tempo, elementi l’acqua e la terra; Cosmico, genio del cosmo, la sfera imago mundi, l’aria) con le quattro virtù cardinali e le tre teologali (da 31 a 40);
  2. V) i dieci cieli: i sette pianeti secondo la concezione tolemaica (comprensivi della Luna e del Sol) e le successive sfere celesti di tradizione medievale, già presenti nel Convivio di Dante, che conducono a Dio (da 41 a 50), nella “visione di un universo ordinato secondo piani di perfezione” in linea con la Theologia del massimo rappresentante del neoplatonismo del periodo rinascimentale: il medico, astrologo, teologo, filologo e filosofo Marsilio Ficino.

Le cinquanta carte rappresentano una scala simbolica, che sale dalla terra al cielo. Dall’alto di questa scala Dio, la Prima Causa, governa il mondo, senza tuttavia intervenirvi direttamente, ma operando ex gradibus, cioè attraverso una serie ininterrotta di intermediari, per modo che la sua potenza divina si trasmette fino alle creature inferiori, fino all’umile mendicante. Nella cultura umanistica di fondamentale importanza sono le immagini, ossia simboli visivi che possono essere immediatamente afferrati dall’intelletto (che ha sede nell’anima), di cui i trionfi dei tarocchi classici e popolari furono un prodotto non solo per le classi dominanti ma anche per la gente comune che, giocando, poteva risvegliare le potenzialità dello spirito attraverso le “belle immagini” che sviluppano una simbologia – questa è la lezione di Ernst H. Gombrich.

Estratto da Su una possibile divinazione con i Tarocchi del Mantegna di Luigi Scapini in Dei Tarocchi del Mantegna e di Arcani Misteri, a cura di Monica Bianchi, Il Cartiglio Mantovano Editore, Mantova 2012, pp. 93-113.

I Tarocchi del Mantegna fortunatamente hanno una loro forza talismanica intrinseca, ben più ampia e profonda di ogni nostra possibile interpretazione. Per accedere a questa forza è sufficiente fare il vuoto in testa e guardare con attenzione le carte: prima o poi impareremo a sentirne la vocina originale che a poco a poco si può trasformare in una voce tonante, in un grido, in una risata beffarda, in un sospiro d’amore, in un canto dolcissimo, in una voce chiara ed autorevole.

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